Marchionne e i veri anti italiani

Sergio Marchionne reagisce con vigore alle accuse di essere anti italiano. “Anti italiano è chi abbandona il paese, chi decide di non investire”, ha detto con chiarezza nell’intervento svolto ieri al convegno torinese “Make it in Italy”. Quello che l’ad di Fiat non sopporta è invece l’Italia bloccata dalle corporazioni, dai veti incrociati, dall’indecisione.
22 AGO 20
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Sergio Marchionne reagisce con vigore alle accuse di essere anti italiano. “Anti italiano è chi abbandona il paese, chi decide di non investire”, ha detto con chiarezza nell’intervento svolto ieri al convegno torinese “Make it in Italy”. Quello che l’ad di Fiat non sopporta è invece l’Italia bloccata dalle corporazioni, dai veti incrociati, dall’indecisione. “Per accontentare tutti, in Italia abbiamo sempre accettato compromessi e mediazioni e abbiamo sempre esaltato forme di attività corporativa che hanno minimizzato il cambiamento”, ha spiegato, contrapponendo alla paralisi conservatrice l’impegno della sua Fiat a far lavorare tutta la mano d’opera attraverso l’innovazione dei prodotti e dei sistemi di produzione, per competere senza complessi sul mercato globale.

Ad accusare di antipatriottismo
Marchionne sono stati soprattutto i dirigenti sindacali della Fiom-Cgil, quelli che pensano che invece dello sviluppo servano scioperi a raffica. Anche Confindustria, che ha cercato di depotenziare gli effetti innovativi dei contratti aziendali di Pomigliano e di Mirafiori, non è esente da responsabilità. L’amministratore delegato di Fiat e Chrysler esprime il suo patriottismo denunciando i problemi che bloccano l’Italia e cercando con tenacia e inventiva di risolverli nell’ambito della sua azienda, e in questo è un esempio da seguire. Piacerebbe capire, peraltro, perché quando Mario Draghi indica l’esigenza di rendere più flessibile la contrattazione, esaltando il livello aziendale, viene applaudito, mentre quando Marchionne mette in pratica quella stessa indicazione riceve, spesso dalle medesime tribune, fischi e insulti.